Io sono solo un granello di sabbia, un granello di sabbia come ce ne sono a miliardi.

Non ti sei mai accorto di me, ma oggi voglio catturare la tua attenzione.

Sei cosciente della mia esistenza solo se ti entro in un occhio o se mi deposito sul tuo panino mentre sei al mare, e dopo avermi sputato ti dimentichi di me.

Tu non pensi a me, tu non vedi il singolo granello di sabbia, tu vedi solamente la spiaggia giallastra dell’estate o le dune bianche del deserto e pensi, forse, che anche gli occhiali che porti sul naso un tempo erano nient’altro che sabbia.

Oggi voglio proprio catturare la tua attenzione.

Non ti preoccupi da dove provenga ciascuno di noi, le strade che ogni singolo, individuale granello di sabbia ha percorso prima di arrivare qui da te, adesso, attraversando i mari o trasportati dai fiumi.

Ed anche ora che sono qui dentro, in questo contenitore a doppio cono, in questo cronotopo di vetro che chiami clessidra appoggiata sul mobile della tua stanza, tu vedi, ancora, sempre e solo sabbia.

Ma oggi riuscirò a catturare la tua attenzione.

Soffermati a pensare che noi ancora quassù nel cono superiore siamo in movimento, misurando la velocità del futuro che si trasforma.

Prova a pensare che quelli che sono già laggiù nel cono inferiore rimangono immobili, misurando l’immobilità del tuo passato.

Pensa al tuo presente, rappresentato da un piccolo foro, un esiguo passaggio tra prima e dopo, tra movimento e quiete, tra caos ed ordine.

Vedo che ora ho catturato la tua attenzione.

Ora stai pensando a quando il tuo futuro ed il tuo passato saranno mescolati insieme nel fondo della clessidra, stai pensando a quando tutto sarà immobile.

Guardi la tua clessidra che si svuota lentamente, con l’intenzione di rigirarla con un secco colpo della mano e far ricominciare il flusso nuovamente, ancora una volta.

Ti avvicini al mobile ed osservi attentamente il flusso sempre più veloce verso il basso, il fiato ti si fa corto nell’attesa del momento giusto.

Una goccia di sudore sta scendendo dalla tua fronte, poi un’altra, aspettando di ribaltare la clessidra.

Vedi il tuo viso sul vetro, la sabbia che è quasi finita ed il tuo riflesso che si svuota velocemente, e mentre ad un tratto ti porti una mano al petto vedo che ti stai accorgendo di me, finalmente.

Scivoli a terra, sforzandoti di tenere fisso lo sguardo su di me, perchè ora hai capito finalmente.

Io non sono solo un granello di sabbia.

Io sono il tuo ultimo granello di sabbia.

Ho catturato abbastanza la tua attenzione?

[pubblicato originalmente il 5 ottobre 2008]

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