Ora che hanno tagliato i rami degli alberi davanti casa, la luce notturna del lampione arriva fin dentro la camera da letto.

Riesce ad illuminare la scrivania ed il comodino dove è appoggiato il libro che stavi leggendo. Anche la luce della luna è gialla, stasera, ed illumina il muro di fronte alla finestra.

Oggi pomeriggio, attraverso le fessure delle persiane abbassate, tu ed io abbiamo visto insieme gli operai che tagliavano i rami secchi, e guardavamo i loro caschi gialli muoversi in mezzo alle fronde, salendo sulle scale inserite su camion verdi, e la luce lampeggiante blu e gialla che segnalava il pericolo alle automobili colorate ed ai pedoni grigi.

Ricordi, mentre eravamo abbracciati completamente nudi alla finestra, quando abbiamo guardato i loro tagli precisi, il tronco ripulito del primo albero, con solo pochi spuntoni in attesa della primavera? 

La discesa dell’operaio e la sua risalita fino alla cima del nuovo albero, il rumore della motosega e poi di nuovo il rumore dei rami che cadevano a terra. E poi un altro albero, ed un altro, ed un altro ancora.

Tra poco nuova linfa salirà anche lungo quel tronco e formerà nuovi ramoscelli che si trasformeranno in rami grandi e fruttuosi. Mi dicevi che l’albero forse sentiva dolore, aveva paura al rumore dello strumento in mano all’operaio. Ma no amore, ti dicevo io, l’albero sicuramente è felice di perdere i suoi rami vecchi, perché sa che crescerà più forte e rigoglioso.

Ed io piccola mia, io ero il giardiniere, e con la stessa cura ma con più amore dell’uomo sulla scala ripetevo i suoi gesti.

La luce della luna che sorge ora illumina il cuscino dove è posata la tua testa.

Ed anche tutti quei brutti schizzi di sangue sul muro.

[pubblicato originalmente il 14 marzo 2008]

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